Suoni meticci, figli della pachanca o eredi della tradizione gitana. Tracce lasciate da nomadi nei sentieri polverosi del mondo. Barbari metechi ci conducono per mano in atmosfere festose e intriganti o di un nostalgico walzer. Storie di eroine senza volto o in piccole soste ai margini della quotidianità.
Un'artista emozionante, carismatica rappresentante di quella generazione che ha rivoluzionato il linguaggio musicale della tradizione popolare. La sua é una ricerca che fa della voce e della parola, uno strumento per giungere all'identità pi˘ profonda della cultura sarda.
L'indissolubilità ed il legame tra la musica di Claudio Sanna e Alghero, unica città catalana in Italia, é il punto di partenza di tutti i suoi percorsi: creativi, compositivi e di ricerca. La sua voce di mare, di terra, ci porta in ogni carrer de l'Alguer. E ci lascia liberi di andare se ammaliati dal canto.
"Folklore immaginario". Fortun de Sarau trae la sua ispirazione da un canto tradizionale sardo. La musica é il codice di lettura di un tempo perduto dove, si mescolano una babele di idiomi e arcipelaghi di timbri esotici, estranei alla tradizione musicale sarda, ma che sull'isola ci riportano attraverso percorsi inediti.
Rocker. Al di sopra di ogni sospetto. Ha superato la barriera del suono e varcato i confini della scrittura caustica, stretto al tempo scostante e alle storie cromate impresse sulla sua pelle d'animale. Operaio speciale dell'amore ancestrale, protettore oculare d'angeli e diavoli. Narratore rock del doppio se.
Tessitori e tessuti. Corde, pelli, legni e metalli. La loro ricerca trascende gli idiomi musicali favorendo un interplay che si basa su suono e silenzio, piuttosto che sui codici del jazz puro. Esecutori raffinati, non cedono al puro virtuosismo strumentale che poche parentesi, lasciando intuire equilibri ed intese, esiti di una collaborazione consolidata.
Musicisti scovati tra le pieghe dei sipari, nelle attrezzerie di teatri dismessi. Sfilano in parata altere le canzoni, eccentriche, stralunate, eleganti, in un carosello camaleontico e magnetico capace di conquistare chiunque con la propria pirotecnica energia.
L'universo, in chiave acustica, della musica ispano-americana. Dal Messico all'Argentina gi˘ per la mesoamerica a raccontar odori, suggestioni, amori attesi e disattesi, passioni e guerriglia. La festa, il lutto, natura e spiriti. Animalità e animismo. Mimica e minimalismo sonoro.
Cantante-Attrice. Cantautrice. Canta le storie, quelle care alle generazioni passate e quelle emerse da autobiografie quotidiane, inquiete e contemporanee. Sonorità di "BhaÏe" e di baie che spostano nel mare nostrum le tinte calde della musica brasiliana, o quelle raffinate del jazz e insieme delicate delle nenie popolari.
La Xangolòsophy: un pensiero musicale che non pone limiti alla creatività, all'energia che la musica genera. Il "pop da camera" fatto con le corde: vocali, metalliche, di nylon e di seta. Mani, polsi e voce al servizio della musica.